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Smartworking e agricoltura

Smartworking e agricoltura

Non sembra anche a voi di star vivendo un incredibile déja-vù?


É trascorso un anno eppure siamo di nuovo in zona rossa e la situazione sembra esattamente la stessa di un anno fa, con la differenza che ora sappiamo a cosa andremo incontro. Dopo tutto questo tempo siamo davvero stanchi, come tutti del resto, soprattutto per l’impotenza davanti ad un qualcosa che non dipende da noi.
Ci apprestiamo a ricominciare un periodo difficile in cui dovremo conciliare il lavoro (che fortunatamente possiamo continuare a portare avanti) e la famiglia, con i bambini a casa da scuola e l’incertezza del quando si potrà davvero riprendere una quotidianità più serena.


Lo smart working non è propriamente una cosa praticabile in agricoltura: se si vuole continuare a portare cibo sulle tavole è necessario continuare a coltivare e quando i bambini non possono stare con la nonna, devono per forza venire con noi nei campi, dilatando enormemente le tempistiche di ogni lavoro (sperando sempre che non piova proprio nei giorni di raccolta, altrimenti è un vero delirio).


Le emozioni si susseguono in un altalenarsi di rabbia per tutto ciò che abbiamo perso, sconforto per ciò che non possiamo modificare e gratitudine per ciò che abbiamo nonostante tutto: insomma un grande esercizio di pazienza!
E voi come state? Cosa state provando in questo periodo?

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